Guida sotto Effetto di Droga: la Consulta Cambia le Regole

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ORA È PUNIBILE SOLO SE C’È PERICOLO PER LA CIRCOLAZIONE

La guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti torna al centro dell’attenzione dopo la sentenza n. 10 del 28 gennaio 2026 della Corte costituzionale, che ha profondamente inciso sull’articolo 187 del Codice della Strada.

La decisione della Consulta segna un punto fermo: non è più sufficiente la mera positività al test, ma è necessario accertare che il conducente abbia creato una concreta situazione di pericolo per la circolazione stradale.

Per comprendere la portata della pronuncia è però necessario ripercorrere l’evoluzione della norma.


Il vecchio articolo 187 C.d.S.: lo “stato di alterazione”

In origine, l’articolo 187 del Codice della Strada puniva la guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Il fulcro della responsabilità era quindi:

  • lo stato di alterazione;
  • la compromissione effettiva delle capacità di guida.

Non bastava il semplice consumo pregresso: era necessario dimostrare che la sostanza avesse inciso sulle condizioni del conducente al momento della guida.


La modifica del 2024: basta la positività al test

Con la riforma del 2024, fortemente voluta dall’allora Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, l’articolo 187 è stato modificato in senso più rigido.

Di fatto:

  • non era più richiesto lo stato di alterazione;
  • la positività al test antidroga (salivare e poi ematico) diventava elemento sufficiente per la sanzione;
  • venivano colpiti anche soggetti che avevano assunto la sostanza giorni prima, senza alcun effetto residuo sulla guida.

Proprio questa impostazione ha sollevato seri dubbi di legittimità costituzionale, portati all’attenzione della Consulta da più giudici di merito.


La sentenza della Consulta: punibile solo se c’è pericolo

Con la sentenza n. 10/2026, la Corte costituzionale ha riscritto l’interpretazione dell’articolo 187 C.d.S., stabilendo un principio fondamentale:

👉 la guida dopo assunzione di sostanze stupefacenti è punibile solo se il conducente rappresenta una situazione di pericolo per la circolazione stradale.

Non è quindi più sufficiente la semplice positività al test.

Secondo la Consulta, devono essere accertati:

  • quantitativi di sostanze che, per qualità e quantità, siano idonei a determinare un’alterazione delle condizioni psico-fisiche;
  • una compromissione delle normali capacità di controllo del veicolo;
  • un nesso concreto con la sicurezza stradale.

La norma viene così riallineata ai principi di:

  • ragionevolezza,
  • proporzionalità,
  • offensività della condotta.

Controlli e test: cosa cambia concretamente

I controlli restano invariati nella forma:

  • narcotest preliminare tramite campione salivare;
  • eventuale conferma con analisi del sangue.

Ma cambia il valore giuridico dell’accertamento:

  • la positività non basta più da sola;
  • serve dimostrare che la sostanza fosse presente in quantità tali da rendere la guida pericolosa;
  • l’accertamento deve essere tecnico, scientifico e contestualizzato.

Conseguenze pratiche per i conducenti

Dopo la pronuncia della Consulta:

  • molti procedimenti in corso dovranno essere rivalutati;
  • le difese potranno contestare l’assenza di pericolo concreto;
  • non ogni ritiro di patente sarà automaticamente legittimo.

Ogni caso dovrà essere analizzato singolarmente.


L’importanza dell’assistenza di un avvocato penalista

Le nuove regole rendono la materia tecnicamente complessa.
La valutazione della pericolosità, dei livelli di sostanza, delle modalità del controllo e delle condizioni di guida richiede competenze giuridiche e scientifiche.

In caso di:

  • ritiro della patente;
  • denuncia ex art. 187 C.d.S.;
  • procedimento penale o amministrativo,

è fondamentale rivolgersi immediatamente a un avvocato penalista.

Lo Studio Legale Signorini, con esperienza in diritto penale della circolazione stradale, assiste i conducenti in tutte le fasi del procedimento, valutando la legittimità degli accertamenti, l’effettiva sussistenza del pericolo e le strategie difensive più idonee.

FAQ – GUIDA DOPO ASSUNZIONE DI DROGA: COSA CAMBIA DOPO LA SENTENZA DELLA CONSULTA

Se risulto positivo al test, vengo automaticamente punito?
No. Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 10/2026, la sola positività non è più sufficiente. È necessario dimostrare che la guida abbia creato una concreta situazione di pericolo per la circolazione stradale.

Cosa si intende per “pericolo per la circolazione”?
Il pericolo deve essere reale e concreto. Deve emergere che la sostanza assunta, per qualità e quantità, abbia inciso sulle capacità psico-fisiche del conducente, compromettendo il controllo del veicolo e la sicurezza stradale.

Se ho assunto una sostanza giorni prima, posso essere sanzionato?
Non automaticamente. La Consulta ha chiarito che le tracce residue nel corpo non bastano. Occorre dimostrare che, al momento della guida, la sostanza fosse presente in quantità idonee a causare alterazione e pericolo.

I controlli con narcotest e analisi del sangue restano validi?
Sì, i controlli restano. Tuttavia, il loro esito deve essere interpretato alla luce della pericolosità concreta della condotta, non più in modo automatico.

La patente può essere ritirata comunque?
Il ritiro può essere disposto, ma non ogni ritiro è legittimo. Dopo la pronuncia della Consulta, il provvedimento deve essere fondato su elementi che dimostrino l’effettiva pericolosità della guida.

Chi deve provare che la guida era pericolosa?
L’onere della prova spetta all’autorità procedente. Non è il conducente a dover dimostrare di essere “in grado di guidare”, ma l’accusa a dover provare l’alterazione e il pericolo.

Cosa succede ai procedimenti già in corso?
Molti procedimenti dovranno essere rivalutati alla luce della nuova interpretazione dell’art. 187 C.d.S. In diversi casi potranno aprirsi spazi di difesa significativi.

È necessario rivolgersi a un avvocato?
Sì. La materia è ora altamente tecnica e richiede una valutazione puntuale dei test, delle modalità del controllo, dei dati scientifici e della condotta di guida.


Per la difesa in caso di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, scopri tutti i nostri servizi di diritto penale.

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