
GUERRIGLIA URBANA, FERITI E IPOTESI DI TENTATO OMICIDIO E LESIONI PERSONALI
Alta tensione a Torino durante la manifestazione organizzata in solidarietà ad Askatasuna, il centro sociale sgomberato e posto sotto sequestro il 18 dicembre 2025 a seguito di un’operazione della Digos. Il corteo, svoltosi nella giornata di sabato 31 gennaio, è degenerato in scontri violenti tra manifestanti e forze dell’ordine, con episodi di guerriglia urbana nel cuore della città.
La manifestazione per Askatasuna a Torino
Il corteo si è formato nel primo pomeriggio con due distinti concentramenti.
Un primo gruppo, composto da sindacati di base e collettivi studenteschi, è partito dalla stazione di Porta Susa. Un secondo troncone, con la partecipazione di esponenti del movimento No Tav, collettivi antagonisti e altre realtà sociali, si è invece mosso dalla stazione di Porta Nuova.
L’obiettivo dichiarato della manifestazione era protestare contro lo sgombero di Askatasuna, storico centro sociale torinese, da anni al centro di contenziosi giudiziari e amministrativi.
Gli scontri e l’escalation della violenza
La situazione è precipitata quando il corteo ha raggiunto corso Regina Margherita, all’altezza dell’ex sede del centro sociale, al civico 47. In quel punto si è verificato il contatto diretto tra una parte dei manifestanti e la polizia schierata per il contenimento dell’ordine pubblico.
Secondo le ricostruzioni, da una frangia del corteo sarebbero partiti lanci di bombe carta, pietre e altri oggetti contundenti in direzione degli agenti. Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti e lacrimogeni per disperdere i gruppi più violenti.
Nel corso degli scontri sono stati appiccati piccoli incendi lungo la carreggiata, contribuendo ad aumentare il clima di tensione e pericolo per la sicurezza pubblica.
La maggior parte dei manifestanti abbandona il corteo
Dopo l’escalation, la maggior parte dei partecipanti ha abbandonato il corteo, mentre gli scontri sono proseguiti con gruppi più ridotti, composti prevalentemente da antagonisti e anarchici. La manifestazione, di fatto, si è frammentata, lasciando spazio a episodi di violenza intensi.
Feriti, fermati e indagini in corso
Il bilancio è di feriti tra le forze dell’ordine e di persone fermate e identificate. Alcuni agenti avrebbero riportato lesioni durante gli scontri, elemento che ha portato la Procura ad aprire fascicoli per reati gravi.
Tra le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti vi sono:
- lesioni personali;
- resistenza e violenza a pubblico ufficiale;
- danneggiamento e incendio.
Il profilo penale: quando la protesta diventa reato
Dal punto di vista giuridico, la manifestazione di dissenso è tutelata dall’ordinamento, ma la tutela costituzionale si arresta di fronte alla violenza.
Il lancio di bombe carta, pietre o altri oggetti contundenti può integrare fattispecie penali molto gravi, soprattutto se dirette contro le forze dell’ordine e in contesti di elevato rischio.
In presenza di ferimenti, la qualificazione giuridica dei fatti dipenderà da:
- modalità della condotta;
- tipo di oggetto utilizzato;
- distanza e direzione del lancio;
- conseguenze riportate dalle persone colpite.
Askatasuna: cos’è e perché le proteste
Askatasuna è un centro sociale storico di Torino, attivo da anni in ambito politico e culturale, spesso al centro di polemiche e procedimenti giudiziari. Lo sgombero e il sequestro disposti nel dicembre 2025 hanno riacceso un conflitto latente tra una parte dei movimenti antagonisti e le istituzioni, sfociato nella manifestazione e negli scontri del 31 gennaio.
Conclusione
Gli eventi di Torino mostrano come, in contesti di forte tensione politica, il confine tra manifestazione e violenza possa essere superato rapidamente, con conseguenze penali molto rilevanti. Le indagini dovranno ora chiarire le singole responsabilità e distinguere le posizioni di chi ha partecipato pacificamente dal ruolo di chi ha preso parte attiva agli scontri.
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