
Un passaggio decisivo per il sistema giudiziario italiano
Il 22 e 23 marzo 2026 i cittadini italiani saranno chiamati a pronunciarsi, tramite referendum confermativo, su una riforma costituzionale che riguarda direttamente l’assetto della giustizia.
Si tratta di un momento particolarmente significativo nella vita istituzionale del Paese: la decisione finale sulla riforma sarà affidata direttamente al corpo elettorale. Il referendum consentirà dunque ai cittadini di valutare se introdurre modifiche che incidono sulla struttura della magistratura e sui meccanismi di responsabilità e autogoverno.
Nel dibattito pubblico e nel confronto tra operatori del diritto, la riforma è stata spesso presentata come un tentativo di rafforzare il principio del giusto processo e di rendere il sistema giudiziario più equilibrato e trasparente.
⸻
COSA PREVEDE LA RIFORMA
La riforma, approvata in via definitiva dal Parlamento nell’ottobre 2025, interviene sul Titolo IV della Costituzione, dedicato alla magistratura, introducendo tre principali innovazioni strutturali.
SEPARAZIONE DELLE CCARRIERE TRA GIUDICI E PUBBLICI MINISTERI
La modifica più rilevante riguarda la distinzione tra le funzioni giudicante e requirente.
Con il nuovo sistema:
• chi intraprende la carriera di giudice non potrà successivamente svolgere il ruolo di pubblico ministero;
• chi sceglie la funzione requirente(Pubblico Ministero) non potrà diventare giudice.
La riforma mira a rafforzare la percezione di terzietà e imparzialità del giudice, evitando la possibilità di passaggi di funzione tra chi accusa e chi giudica.
⸻
DUE CONSIGLI SUPERIORI DELLA MAGISTRATURA
Un secondo intervento riguarda l’organo di autogoverno della magistratura.
La riforma prevede:
• un Consiglio Superiore della Magistratura per i giudici;
• un Consiglio Superiore della Magistratura per i pubblici ministeri.
La distinzione dei due organi dovrebbe riflettere la separazione delle funzioni e consentire una gestione più autonoma delle rispettive carriere.
Una parte dei componenti dei Consigli verrebbe individuata tramite sorteggio, con l’obiettivo di ridurre il peso delle dinamiche associative interne alla magistratura.
⸻
L’ISTITUZIONE DELL’ALTA CORTE DISCIPLINARE
La riforma introduce inoltre una Alta Corte disciplinare, organo autonomo chiamato a giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare la trasparenza e la credibilità del sistema disciplinare, separando il giudizio sulle responsabilità professionali dall’organo di autogoverno della magistratura.
⸻
IL PRINCIPIO DEL GIUSTO PROCESSO
Uno dei punti centrali del dibattito riguarda l’attuazione dell’articolo 111 della Costituzione, che garantisce a ogni cittadino il diritto a un giudice terzo e imparziale.
Il tema della separazione delle carriere è spesso collegato proprio a questo principio: l’idea alla base della riforma è che una netta distinzione istituzionale tra chi accusa e chi giudica possa contribuire a rafforzare la percezione di imparzialità del giudice nel processo.
Non si tratta di mettere in discussione l’integrità dei magistrati, ma di intervenire sull’assetto organizzativo della giustizia.
⸻
IL SORTEGGIO DEI MEMBRI DEL CSM
Il meccanismo del sorteggio per parte dei componenti dei Consigli Superiori nasce con l’obiettivo di:
• ridurre l’influenza delle correnti associative;
• garantire pari opportunità di accesso alle funzioni di autogoverno;
• limitare dinamiche di consenso interno alla magistratura.
Nel dibattito pubblico, questo strumento è stato indicato come possibile risposta alle criticità emerse negli ultimi anni nel funzionamento del sistema di autogoverno.
⸻
RESPONSABILITA’ DISCIPLINARE
Un altro tema rilevante riguarda la responsabilità disciplinare dei magistrati.
Nel dibattito sulla riforma sono stati richiamati alcuni dati relativi a:
• procedimenti disciplinari;
• casi di ingiusta detenzione riconosciuti dallo Stato;
• funzionamento del sistema sanzionatorio.
L’istituzione di una Alta Corte disciplinare autonoma è stata proposta proprio per rafforzare la percezione di indipendenza e trasparenza del sistema di controllo.
⸻
LE GARANZIA COSTITUZIONALI RESTANO INVARIATE
È importante sottolineare che la riforma non modifica alcuni principi fondamentali della Costituzione.
Restano infatti invariati:
• l’autonomia e indipendenza della magistratura;
• l’obbligatorietà dell’azione penale prevista dall’art. 112 della Costituzione;
• la separazione della magistratura da ogni altro potere dello Stato.
⸻
IL SIGNIFICATO DEL REFERENDUM
Il referendum del 22-23 marzo è un referendum confermativo, previsto dall’articolo 138 della Costituzione.
Questo significa che:
• non è previsto quorum di partecipazione;
• la riforma entrerà in vigore se la maggioranza dei voti validi sarà favorevole.
La scelta finale spetterà quindi direttamente agli elettori.
⸻
Informazioni e contatti
Per approfondimenti giuridici e analisi sul sistema della giustizia e sulle riforme istituzionali è possibile contattare:
Per una consulenza in materia di diritto penale, scopri tutti i nostri servizi di diritto penale.
Avv. Andrea Signorini
Avvocato del Foro di Verona
Studio Legale Signorini
Via Fiume n. 20
37047 San Bonifacio (VR)
